Massimo Bossetti Oggi

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Massimo Bossetti Oggi – I legali del muratore di Mapello possono ora svolgere indagini protettive sui beni sequestrati, nonostante una precedente sentenza della Corte Suprema che vietava tali indagini nel 2022. Nonostante abbia trascorso il resto della sua vita in prigione per l’omicidio dell’adolescente Yara Gambirasio di Brembate Sopra, Massimo Bossetti ha improvvisamente trovato nuovi motivi di ottimismo.

Dopo aver ascoltato il ricorso della sua difesa, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Assise di Bergamo che vietava l’accertamento delle prove del reato. foto e video prima del previsto

STORIA SOCIALISTA

Il muratore di Mapello arrestato dopo il ritrovamento del corpo della ragazza in un campo a Chignolo d’Isola il 26 febbraio 2011 si è sempre dichiarato innocente. Anche il suo team legale ha chiesto più tempo per esaminare i risultati dell’indagine. Ma il 21 novembre, mentre avveniva l’esecuzione, la Corte d’Assise di Bergamo negò l’ammissione.

COSA SUCCEDERÀ ALLORA?

Avendo la Corte di Cassazione ribaltato la decisione del tribunale di grado inferiore, i giudici di Bergamo devono ora consentire una ricognizione dei reperti adottando allo stesso tempo tutte le precauzioni per salvaguardarli. Ulteriori indagini tecniche potranno essere prese in considerazione dalla Corte d’Assise su apposita richiesta della difesa.

Bossetti Massimo.

Dettagli esaustivi sull’assassino di Yara Gambirasio Massimo Bossetti. L’uomo colpevole dell’omicidio della ragazza ha bisogno che la Corte d’Assise permetta ai suoi legali di analizzare le prove, nei limiti delle norme precedenti, e valutare la fattibilità di condurre nuove indagini tecniche.

Il test del DNA e mettere le mani sugli oggetti sono cruciali.

Sulla base delle prove del Dna acquisite dall’esame di migliaia di profili genetici degli abitanti della zona, è stato accertato che Massimo Bossetti, muratore della bergamasca, è in carcere dal 14 giugno 2014. La struttura dove quel giorno il tredicenne scomparso avrebbe dovuto esercitarsi nella ginnastica non è stata localizzata.

Tuttavia, nel corso delle udienze è emerso che il principale elemento di prova che ha puntato il dito contro Bossetti – il campione genetico “31 G20” che raccoglieva la traccia del suo Dna, rinvenuto sui leggings della vittima – è stato esaurito attraverso le analisi, nonostante i tentativi della difesa di riaprire il processo e giocare la carta della revisione.

Quel campione non può essere utilizzato per l’analisi del DNA. La motivazione della Corte Suprema per l’ordinanza di venerdì sera e l’elenco dei reperti messi a disposizione della squadra di difesa saranno resi pubblici tra circa un mese.In attesa di leggere la decisione della Corte d’Appello, e sulla base di quanto appreso dalla stampa, siamo molto soddisfatti: ora iniziamo il percorso per dimostrare che la Corte si è sbagliata.Dna non è quello di Massimo Bossetti”, ha detto l’avvocato Claudio Salvagni.

Si tratta di 54 campioni di DNA la cui conservazione è stata vigorosamente contestata fin dall’inizio nel caso Yara Gambirasio, ma alla difesa ne è stato negato l’accesso. Il recente accesso agli indumenti della vittima, tuttavia, ha permesso loro di trovare le prove miste del DNA che hanno portato alla condanna all’ergastolo di Bossetti. Se la difesa avanza una nuova richiesta specifica dopo la conclusione delle indagini, i giudici d’assise dovranno valutare se sia fattibile o meno condurre ulteriori indagini tecniche.

La sua vita è stata sconvolta dall’arresto del marito, Massimo Bossetti, e nessun sforzo da parte sua potrà mai riportare le cose alla normalità. L’assassino di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti, sta scontando l’ergastolo e questa è la storia di sua moglie Marita Comi.

Quando le è stato chiesto se avesse mai dubitato che l’uomo che aveva generato i suoi tre figli fosse innocente, ha risposto con convinzione: “Lo avrei lasciato se fosse stato colpevole”. Ha testimoniato in tribunale in difesa del marito e continua a farlo, anche se con una strategia di difesa diversa da quella adottata dagli avvocati di suo marito.

Massimo Bossetti Oggi

I bambini ormai sono cresciuti e se ne vanno in direzioni diverse. Mia sorella vorrebbe tornare a una vita normale dopo tutti questi anni, anche se riconosce che ciò non potrà mai accadere. Il fratello di Marita, Agostino Comi, ha parlato al Giorno della sorella, del marito e dei loro tre figli, che ora hanno 21, 18 e 16 anni.

Quando Bossetti fu arrestato, la moglie, che era disoccupata, trovò subito lavoro nel settore delle pulizie, dove hcome è rimasto da allora. Ce la facciamo a malapena, quindi apprezzeremmo la tua pazienza. Dopo essere stato per nove anni il più stretto confidente di Marita, suo fratello ha finalmente parlato della tragedia: “La vita continua, ma quell’evento ha cambiato tutto”.

La moglie di Massimo Bossetti resta convinta della sua innocenza. Marita Comi ha espresso nuove parole dopo che il GIP di Venezia ha chiesto un’indagine contro il premier Letizia Ruggeri, responsabile dell’omicidio di Yara Gambirasio fin dalle prime ore del suo sequestro. Il fratello della donna, Agostino, si occupava per lei delle sue apparizioni alla stampa.

Il mondo della donna viene sconvolto quando suo marito, Massimo Bossetti, viene arrestato per l’omicidio di Yara. Marita aveva fatto qualche apparizione televisiva per difendere l’innocenza del marito, ma ora per lo più resta in silenzio. In ogni caso, la signora ha finalmente riaperto bocca, nove anni dopo. Marita non ha mai smesso di visitare il marito in carcere durante questo lungo periodo di tempo.

La difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio e condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, ha ottenuto l’accesso alle prove sequestrate dalla Corte di Cassazione. In particolare, il primo capo ha sospeso l’esecuzione dell’ordinanza della Corte d’Assise di Bergamo del 21 novembre 2022 che aveva negato alla difesa l’accesso ai reperti confiscati al fine di svolgere ulteriori accertamenti alla luce di un eventuale riesame del processo.

Alla luce della decisione resa in camera di consiglio dagli “ermelli”, la Suprema Corte ha stabilito che la Corte d’Assise di Bergamo deve consentire alla difesa di esaminare i reperti nei limiti già autorizzati in precedenti cause. Questa decisione è stata presa dopo una discussione a porte chiuse. Se la difesa ha una nuova, specifica richiesta a conclusione delle indagini,

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