Stefano Cerri Moglie

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Stefano Cerri Moglie – Nel 2008 Ivana Siviero venne coinvolta nell’inchiesta sulla morte di Stefano Cerri, fidanzato del suo ex amante Stefano Savasta. Il corpo di Cerri è stato ritrovato solo dopo la confessione di uno degli assassini il 26 gennaio 2015.

RICOSTRUIRE LA MORTE DI IVANA SIVIERO

L’indagine sulla morte inaspettata di Ivana Siviero prende ufficialmente il via con la scomparsa del suo ultimo collega, Stefano Cerri. L’imprenditore cinquantenne si è sposato con l’ossessivo e possessivo Stefano Savasta e sono stati insieme per 11 anni. Savasta che assume tre ragazzi per aggredire il suo avversario fa emergere la crescente paura della donna di diventare vittima di un disastro.

L’assalto di picconi e colpi di piede di porco alla fine gli si rivelerà fatale. Ma il suo corpo verrà ritrovato tra qualche anno, e per allora Savasta sarà il principale sospettato. Nel caso in cui la Procura stabilisse che Savasta era coinvolto nella pianificazione dell’omicidio Cerri, sarà condannato all’ergastolo; tuttavia, questa sentenza non diventerà definitiva se non dopo la morte di Savasta.

Durante i loro 14 anni insieme, la gelosia nevrotica di Stefano Savasta lo ha portato a terrorizzare non solo la sua compagna, ma anche chiunque gli si avvicinasse. Tra loro c’è Stefano Cerri, scomparso da tre mesi. Due criminali armati, infatti, minacciarono l’uomo nel gennaio del 2007; furono arrestati e denunciati.

Come ulteriore vantaggio, la “relazione” di Savasta con la moglie di Cerri fu rivelata a sua moglie in una serie di telefonate anonime. Non appena l’amante ha stretto amicizie maschi, è stata fotografata e perseguitata. Chi era il bersaglio di una raffica di telefonate anonime destinate a intimidire e infangare il nome della donna?

Prima di lasciarla, Savasta ha inviato un investigatore privato in Turchia per seguirla durante le vacanze. Dal 1994 al 2006, Savasta ha tenuto d’occhio la vittima mettendo delle microspie nel suo ufficio e installando un localizzatore satellitare e una cimice nella sua auto aziendale.

Si lasciano verso la fine del 2006, ma il suo stalking si trasforma ben presto in una vera e propria persecuzione, che porta al brutale assassinio della donna da parte di una coppia di bruti durante una spedizione punitiva.

Grazie alla confessione di Marky Hernandez Rodriguez, uno dei tre dominicani accusati dell’omicidio della vittima, il corpo dell’imprenditore è stato ritrovato un anno dopo la morte del mandante, come sottolinea La Repubblica. Dopo aver ricevuto la condanna definitiva all’ergastolo, Savasta viene ucciso mentre tenta di fuggire a Bologna.

Finalmente Ivana Siverio è stata liberata. Ora che l’uomo che aveva amato e odiato per così tanto tempo non poteva ferirla o esigere vendetta, si sentiva in pace. Barbara Carraro, avvocato per i diritti delle donne presso Il Secolo XIX, ha sottolineato di essere stata inizialmente stupita dall’idea di suicidio legata alla morte di Ivana.

Aveva ripreso a vedere il marito, che lui andava a trovare una volta alla settimana a Pietra Ligure, quindi sembrava a suo agio. Forse era solo un po’ infelice al lavoro, ma non abbastanza da considerare seriamente il suicidio.

Il Quartier Generale della Terza Sezione della Squadra Mobile di Milano. Sono le 17:30 adesso. Nel freddo di dicembre il selciato di via Fatebenefratelli si frantumava. Ora ci sono tre persone che aspettano il loro turno. Questa stanza è vuota. L’atmosfera odora di muffa e di vecchio. La signorina si rivolge a uno degli uomini e dice: “Vuoi dire che non mi ha mai insultato? E continua: “E ora non dirmi che non era geloso, ossessivo, possessivo.

Come se fosse d’accordo, annuisce con la testa. Lei lancia un’occhiataccia all’altro uomo e urla: “Avresti dovuto farti gli affari tuoi, ho lasciato la tua vita qualche tempo prima del 24 novembre 2006, hai continuato, hai continuato.” “Mi avevi detto che non mi avresti lasciato”, lei gli disse. Successivamente, il poliziotto lo chiama. La donna risiede ancora con il primo uomo della coppia. Il discorso continua.

Ditelo adesso con me: “Lo odiava, non ditemi che non lo odiava, dai, perché era convinto che lo avessi lasciato per Lui, ma la verità è che lo avrei lasciato lo stesso. ” Una seconda volta: “Mancano dieci giorni, dove sarà?” Silenzio. Tuttavia,la domanda deve ancora avere una risposta. Senza che nessuno lo sappia, perché dieci giorni sono troppi perché un rapimento resti nascosto.

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Inseriti in questo contesto, i fatti della sera del 10 dicembre 2008, quando il corpo dell’imprenditore Stefano Cerri non fu mai ritrovato, diventano più chiari. Il giudice in questo caso ha condannato all’ergastolo quattro persone: l’accusatore originale del caso, Stefano Savasta, e i tre colpevoli condannati, i cittadini dominicani Marthy Hernandez Rodriguez, Omar Calcano Manzueta e Francisco Frias Sanchez . Il ricavato dell’agenzia arriva qui il 28 maggio di notte.

Ma c’è di più se sei un fan del mistero. Ricorda la “Comedie humaine” di Balzac, ma è invece ambientato nella triste periferia milanese dei primi anni 2000. Le oltre 600 pagine della requisitoria del pubblico ministero fiorentino Antonio Sangermano ci danno questa informazione al di là della sentenza stessa.

Sangermano è tosto, ben preparato e capace di strappare questovicenda dalla brutale cronologia dei fatti e vestirla di una trama universale in soli due giorni di parole e frasi serrate. Gli estremi delle emozioni umane sono amore e odio. Quelli di entrambe le parti del crimine. Al centro di questa tragedia c’è la passione lacerata che finisce per ferire entrambe le parti.

Uno dei maschi si chiama Stefano Savasta.Il suo fiduciario è uno degli altri. Per il suo ruolo nel traffico di droga, Bruno La Marca ha trascorso del tempo in prigione. Ivana Siviero, però, la signora in questione, lavora come segretaria. È perfetta per avere una relazione.Per quattordici anni non ha mai vacillato nella sua performance. Niente si muove, ma tutto si contorce.A patto che Siviero non avesse lasciato Savasta, ovviamente.

“la fine di quella relazione dà luogo a un climax ascendente di condotta persecutoria, minacciosa, di ritorsione, di estorsione e di condotta dannosa”, come dice Sangermano. Questa è la risposta che dà Savasta. Ora che ha messo l’incubo nel passato, vede Stefano Cerri.

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